sabato 7 gennaio 2012

La Befana vien di notte?

Il presidente, Graziano Cardi, nel giardino vicino piazzetta E. Toti
“La Befana era una vecchia signora molto distinta e nobile: era quasi baronessa” scriveva Gianni Rodari dipingendo i tratti della vecchina più amata da bambini e genitori, per ragioni opposte.
I primi si aspettano doni mentre i secondi minacciano carbone.
Noi ci abbiamo provato, nel nostro piccolo, senza scope di saggina o scarpe rotte, ma con il candore e la gentilezza che questa situazione ci consente di avere, ad invitare le istituzioni locali, da Calò a Tagliani, ad occuparsi della degradante situazione di tutto il quartiere GAD, invitandoli perfino nel nostro comitato e recapitandogli 350 firme. Nulla.
Ho qualche acciacco e non vorrei vedermi costretto a dilapidare quasi un decimo della mia pensione (36 € ogni volta A/R), solo per pagarmi il taxi per due visite di accertamento a Cona, giusto per aver provato a gettare del carbone giù da qualche camino di Carlo Mayer. Vorrà dire che chiederò un aiutino economico ai profughi lampedusani, che prendono oltre il doppio del mio “vitalizio”.
Scherzi, ma neanche tanto, a parte, se il problema sicurezza è la principale causa dell’agitazione delle persone e del precipitante valore immobiliare nella zona GAD, c’è un complice più silente ma non meno responsabile.
Non sto parlando del completo menefreghismo delle istituzioni cittadine, quello ormai è noto e consolidato e per la verità neanche tanto silenzioso, a giudicare dai prolissi resoconti che Calò perde tempo a scrivere anziché occuparsi della situazione.
Il correo è il buio, la completa mancanza di illuminazione e, ancora peggio, il maldestro tentativo di provi rimedio, scialacquando le poche risorse pubbliche.
Quei ridicoli lampioni davanti al grattacielo, più simili a candelabri per i lux emessi, ne sono la riprova; ma io penso a piazzetta Enrico Toti, a via Gavioli e a tutte le mura della zona di quattro novembre che sono illuminate degnamente solo in occasione di qualche festa rievocativa della contrada, per il resto, buio pesto.

L'oscurità del giardinetto è raramente interrotta dai flebili lampioni
Non mi stupisce poi che gli spacciatori ciclisti si rifugino in queste vere e proprie sacche di oscurità, pericolosi anfratti dove sguazzano allegramente senza possibilità di essere visti. Certo né Calò né tantomeno Tagliani dovrebbero aver problemi al riguardo, visto che in centro hanno riflettori da stadio puntati su tutta la piazza mentre lasciano al buio il resto della città, condannando la cittadinanza di serie B!
La soluzione non è certo quella di un lampione ogni 5 metri ma semplicemente di rendere possibile alle persone di muoversi in tranquillità, anche di notte, ricordando che la stazione è frequentata sempre, ad ogni ora e chi si ferma in macchina o chi si dirige verso il centro ha lo stesso diritto ad essere tutelato di chi vive tra castello e Carlo Mayer.
Per quel che riguarda il carbone che spetterebbe a Tagliani e Calò, non mi stupirei di trovarlo in queste zone buie insieme alla “baronessa”.

D’altronde la Befana vien di notte ed evidentemente avrà preso il colpo della strega, visto che con quel buio è come essere ciechi.

Graziano Cardi
Presidente Comitato Cittadino “Via Cesare Battisti”

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